Normativa

TAR Lombardia boccia le procedure semplificate per titoli esteri

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L’abbassamento degli standard della delibera contestata

La controversia nasce da una delibera della Regione Lombardia che aveva introdotto una procedura alternativa per permettere a medici e odontoiatri laureati all'estero di esercitare temporaneamente in Italia attraverso l'inserimento in un elenco regionale, evitando l'iscrizione all'Ordine professionale.

Secondo le associazioni ricorrenti, questa procedura presentava criticità significative: si basava prevalentemente su verifiche documentali e criteri automatici, senza approfondimenti sostanziali sulle competenze cliniche effettive dei professionisti. Inoltre, permetteva compensazioni tra diversi percorsi formativi che sollevavano dubbi sulla reale equivalenza delle qualifiche.

Il pronunciamento del TAR: principi costituzionali sopra le urgenze

I giudici amministrativi hanno stabilito che la Regione aveva ecceduto le proprie competenze, creando un sistema che non garantiva verifiche adeguate delle competenze professionali. Il TAR ha richiamato l'articolo 32 della Costituzione sulla tutela della salute, sottolineando che questo diritto fondamentale richiede professionisti con qualifiche certificate e verificate.

La sentenza chiarisce che eventuali deroghe possono riguardare gli aspetti procedurali e burocratici, ma non possono eliminare i controlli sostanziali sulle competenze cliniche. Le Regioni possono semplificare le procedure, ma devono comunque garantire che i professionisti abbiano le qualifiche necessarie per esercitare in sicurezza.

FNOMCeO e CAO a difesa della qualità professionale

Il presidente della Federazione Nazionale degli Ordini dei Medici Chirurghi e degli Odontoiatri, Filippo Anelli, ha commentato positivamente la sentenza sottolineando come essa "metta al primo posto la tutela della salute dei cittadini, in quanto afferma in maniera esplicita il valore della formazione professionale quale presupposto dell'assistenza sanitaria". Anelli ha precisato che la deroga prevista dalla legge riguarda le procedure amministrative, mentre restano impregiudicati i requisiti fissati dalle norme europee e nazionali per poter esercitare una professione sanitaria in Italia.

Andrea Senna, presidente nazionale della Commissione Albo Odontoiatri, ha espresso particolare soddisfazione per la sentenza, commentando che "vince la tutela della salute" e viene ribadita la necessità di un corretto esercizio della professione per garantire questo diritto fondamentale. Senna ha sottolineato come la FNOMCeO, in quanto ente sussidiario dello Stato, sia tenuta a vigilare sul corretto esercizio professionale, ruolo riconosciuto dai giudici del TAR Lombardia.

Il presidente CAO ha inoltre evidenziato come questa decisione si ricolleghi alle analoghe attività della Commissione Albo Odontoiatri nazionale, che "più volte e in sedi diverse ha rappresentato l'inapplicabilità della normativa sul riconoscimento in deroga agli Odontoiatri, per i quali non si riscontra peraltro nessuna carenza". Questa osservazione è particolarmente significativa, poiché distingue la situazione degli odontoiatri da quella di altre specializzazioni mediche dove effettivamente esistono carenze di personale.

La magistratura amministrativa ha chiarito che le procedure di riconoscimento possono essere semplificate dal punto di vista amministrativo e burocratico, ma non possono prescindere da verifiche sostanziali delle competenze professionali. Questo principio vale a maggior ragione per professioni come quella odontoiatrica, dove il contatto diretto con il paziente e la responsabilità clinica richiedono competenze specifiche e certificate.

Il quadro europeo e la direttiva qualifiche

La sentenza richiama esplicitamente la normativa europea, in particolare la direttiva qualifiche, sottolineando come l'Italia non possa derogare agli standard europei di riconoscimento professionale.

L'Unione Europea ha impiegato decenni per creare un sistema di riconoscimento reciproco delle qualifiche professionali che garantisca al contempo la mobilità professionale e il mantenimento di standard qualitativi elevati.

La sentenza del TAR Lombardia riafferma l'importanza di questo equilibrio, evitando che urgenze contingenti possano compromettere un sistema costruito nel tempo per tutelare i cittadini europei.

Sentenza riferimento per la sanità italiana

Per il sistema sanitario nel suo complesso, la sentenza offre una bussola importante per navigare tra le esigenze di efficienza organizzativa e l'imperativo della qualità assistenziale.

La sfida per il futuro sarà quella di trovare soluzioni che possano rispondere alle carenze di personale sanitario senza compromettere i principi fondamentali che garantiscono la tutela della salute dei cittadini. Un equilibrio delicato, ma necessario per mantenere la fiducia dei cittadini nel sistema sanitario nazionale.

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