Normativa

Riforma delle Professioni Sanitarie: a che punto siamo e cosa è cambiato

DDL riforma professioni sanitarie

Il quadro attuale

Il DDL è una legge delega: il Parlamento autorizza il Governo ad adottare, entro il 31 dicembre 2026, i decreti legislativi che tradurranno in norme operative i principi fissati dal testo. La struttura di base resta quella già illustrata a febbraio: riordino degli Ordini, scudo penale strutturale, valorizzazione delle competenze, equo compenso, formazione specialistica.

La novità procedurale è che il provvedimento, dopo aver ottenuto il parere favorevole della Conferenza Stato-Regioni a febbraio e dopo l'approvazione al Senato, è ora alla Camera. La Commissione Affari Sociali ha avviato la discussione sugli oltre cento emendamenti depositati. La seconda lettura sta diventando determinante, perché è in questa fase che maggioranza e opposizione stanno provando a incidere sul testo.

Cosa è cambiato rispetto a febbraio

Libera professione "diffusa" e pensionamento dei medici. È una delle modifiche più discusse. La maggioranza propone di rendere strutturale la possibilità per i medici senza incarichi di proseguire fino a 72 anni, superando la proroga in scadenza a inizio 2026, e di riformare la libera professione intramoenia eliminando il vincolo temporale. L'obiettivo dichiarato è trattenere i professionisti nel SSN, ma le ricadute sul settore privato non sono trascurabili.

Massofisioterapisti: piano di integrazione formativa. Un emendamento istituisce un piano per i massofisioterapisti diplomati dopo il 19 marzo 1999 con almeno 36 mesi di lavoro entro il 30 giugno 2026. Il superamento del piano comporterà l'iscrizione all'Albo dei fisioterapisti. Gli elenchi speciali chiuderanno definitivamente il 31 dicembre 2030. Non riguarda direttamente gli odontoiatri, ma è un segnale: il legislatore sta intervenendo sui confini delle professioni "ibride".

Arti ausiliarie: delega al Governo. Confermato l'articolo 6-bis che delega il Governo ad adottare, entro il 31 dicembre 2026, i decreti legislativi per aggiornare la normativa sulle arti ausiliarie delle professioni sanitarie. Per il comparto odontoiatrico è un punto centrale: tocca odontotecnici, igienisti dentali, assistenti alla poltrona. Il merito della riforma si vedrà nei decreti attuativi, ma il principio è ora consolidato.

Stretta sulle aggressioni al personale sanitario. Un capitolo che riguarda tutte le professioni: nuove sanzioni e misure di tutela per chi subisce aggressioni sul luogo di lavoro. Tema purtroppo attuale anche negli studi dentistici.

Status degli specializzandi. Razionalizzazione del lavoro flessibile, vincoli minimi di permanenza in aree disagiate, misure per il mantenimento in servizio. Riguarda direttamente le future generazioni di odontoiatri specializzandi.

Intelligenza artificiale in sanità. Confermato l'inserimento di principi per la regolazione dell'uso dell'IA, in coerenza con la Legge 132/2025. La riforma punta a definire un sistema nazionale di certificazione delle competenze sanitarie che tenga conto anche della transizione digitale.

Il dibattito sugli odontotecnici resta aperto

Il punto più sensibile per il comparto odontoiatrico resta quello già segnalato a febbraio: l'emendamento della minoranza che propone di riconoscere l'odontotecnico come professione sanitaria. Il tema non è stato risolto, e continua a dividere. Le posizioni in campo non sono cambiate, ma la pressione sale man mano che si avvicina la conclusione dell'iter parlamentare. Sarà uno dei nodi su cui si misurerà la riforma.

Tempistiche e cosa aspettarsi

L'iter è entrato nella fase più intensa. La Camera deve concludere l'esame, poi il testo, se modificato, tornerà al Senato per la lettura definitiva. Considerando che la delega scade il 31 dicembre 2026, i tempi si stringono: il Governo ha bisogno della legge approvata per emanare i decreti attuativi entro fine anno.

Per gli studi odontoiatrici il consiglio resta lo stesso: monitorare con attenzione l'evoluzione, perché molte delle novità più rilevanti (scudo penale strutturale, equo compenso, riforma degli Ordini, statuto degli odontotecnici) non emergeranno dalla legge delega in sé, ma dai decreti che la attueranno. È in quella fase che si capirà la portata reale del cambiamento.

Cosa cambia rispetto a quattro mesi fa

In sintesi: il quadro generale è invariato, ma il provvedimento si è arricchito. Non sono cambiati i pilastri della riforma, sono cambiati i contorni. La maggioranza ha allargato il perimetro inserendo temi che inizialmente non erano nel testo (libera professione, pensionamento, massofisioterapisti, aggressioni). Per il settore odontoiatrico questo significa che alcune partite restano aperte (odontotecnici, arti ausiliarie) e che altre, come lo scudo penale, sembrano ormai consolidate.

Continueremo a seguire l'iter e a tornare sul tema quando emergeranno i decreti attuativi. Per ora, vale la pena tenere d'occhio i lavori della Commissione Affari Sociali della Camera: è lì che si stanno definendo i dettagli che faranno la differenza.

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