Il problema delle società di capitali in odontoiatria
La questione è emersa con forza dopo l'ennesimo caso di chiusura improvvisa di una struttura odontoiatrica gestita da una società di capitali, lasciando pazienti senza cure e con trattamenti a metà. Il Senatore Pietro Lorefice del Movimento 5 Stelle ha presentato un atto di sindacato ispettivo che punta il dito contro l'attuale normativa, considerata troppo permissiva.
Il nodo del problema risiede nella normativa vigente: mentre esistono le Società tra Professionisti (STP) specificamente pensate per i professionisti sanitari, la legge attuale consente a qualsiasi società, anche non composta da odontoiatri, di operare nel settore purché vi sia un direttore sanitario iscritto all'Albo.
Questa situazione ha favorito la proliferazione di catene odontoiatriche gestite spesso da fondi di investimento esteri, dove la logica del profitto rischia di prevalere sulla tutela del paziente e sulla qualità delle cure. I risultati di questo approccio sono sotto gli occhi di tutti: strutture che chiudono improvvisamente, pazienti abbandonati a metà dei trattamenti e un generale deterioramento della fiducia nel sistema.
La proposta: solo STP per l'odontoiatria societaria
La mozione presentata in Commissione Affari Sociali al Senato chiede ai Ministeri della Salute e del Made in Italy tre interventi specifici e mirati:
Innanzitutto, si propone un significativo investimento nella sanità pubblica per garantire cure odontoiatriche accessibili a tutti i cittadini. L'obiettivo è ridurre la dipendenza dal settore privato e offrire alternative concrete per chi non può permettersi le cure presso strutture private.
In secondo luogo, nelle more dello sviluppo dell'odontoiatria pubblica, si chiede di restringere l'esercizio dell'odontoiatria in forma societaria alle sole Società tra Professionisti. Questa misura avrebbe l'effetto di escludere dal mercato le società di capitali pure, garantendo che le decisioni cliniche rimangano sempre in mano ai professionisti sanitari.
Infine, per facilitare l'ingresso nel mercato dei giovani odontoiatri, si propongono forme di finanziamento agevolato per l'acquisto dei macchinari necessari all'esercizio della professione. L'obiettivo è duplice: non far ricadere questi costi sui pazienti e non costringere i giovani professionisti a cercare impiego presso le grandi catene per mancanza di alternative economicamente sostenibili.
Implicazioni, opportunità e sfide
Se questa proposta dovesse essere accolta, le implicazioni per il settore odontoiatrico sarebbero profonde e diversificate.
Per i professionisti che già operano in forma individuale o associata, si tratterebbe sostanzialmente di una protezione della concorrenza. La limitazione alle sole STP eliminerebbe dal mercato alcuni competitor che operano con logiche puramente commerciali, potenzialmente riducendo la pressione sui prezzi e permettendo una maggiore attenzione alla qualità delle cure.
I giovani odontoiatri potrebbero beneficiare significativamente sia della limitazione delle società di capitali che degli incentivi economici proposti. Attualmente, molti neolaureati si trovano costretti a lavorare per le grandi catene a condizioni economiche spesso svantaggiose, proprio per la difficoltà di sostenere gli investimenti iniziali necessari per aprire uno studio proprio.
Le Società tra Professionisti esistenti vedrebbero invece aumentare la propria attrattività come modello organizzativo. Le STP, infatti, permettono di combinare i vantaggi della forma societaria (maggiore capacità di investimento, possibilità di crescita, ottimizzazione fiscale) mantenendo il controllo professionale nelle mani degli odontoiatri.
I possibili ostacoli all'implementazione
Tuttavia, la strada verso l'implementazione di queste misure non è priva di ostacoli. In primo luogo, si pone una questione di diritto comunitario: limitare l'accesso al mercato a determinate forme societarie potrebbe essere considerato una restrizione alla libera concorrenza e richiedere un attento bilanciamento con i principi europei.
Dal punto di vista pratico, l'esclusione delle società di capitali dal mercato odontoiatrico potrebbe comportare una riduzione dell'offerta complessiva, almeno nel breve periodo, con possibili ripercussioni sui tempi di attesa e sull'accessibilità delle cure per alcune categorie di pazienti.
Inoltre, i finanziamenti agevolati per i giovani professionisti richiederebbero risorse pubbliche significative e meccanismi di controllo per evitare distorsioni o usi impropri dei fondi.
Come prepararsi al possibile cambiamento
Per i professionisti del settore, è importante monitorare l'evoluzione di questa proposta e valutare come potrebbe impattare sulla propria attività.
Chi opera ancora in forma individuale potrebbe considerare l'opportunità di costituire o entrare in una Società tra Professionisti, per essere pronti a cogliere i vantaggi di un eventuale cambiamento normativo. Le STP offrono infatti maggiore flessibilità operativa, possibilità di crescita e ottimizzazione fiscale rispetto alla forma individuale.
I giovani professionisti dovrebbero tenersi informati sui possibili incentivi per l'avvio di attività indipendenti, che potrebbero rappresentare un'alternativa concreta al lavoro dipendente presso le grandi catene.
È importante anche riflettere su come questa eventuale riforma potrebbe modificare le dinamiche competitive del settore, con possibili opportunità per chi saprà posizionarsi strategicamente nel nuovo scenario.
Verso un'odontoiatria più professionale?
La proposta di limitare l'odontoiatria societaria alle sole STP rappresenta un tentativo di riportare la professione odontoiatrica sotto il controllo diretto dei professionisti, limitando l'influenza di logiche puramente commerciali.
Se da un lato questo potrebbe garantire una maggiore tutela dei pazienti e migliori condizioni per i professionisti, dall'altro pone questioni complesse legate alla libera concorrenza e all'accessibilità delle cure.
Il dibattito è appena iniziato e sarà interessante seguire come si evolverà nei prossimi mesi. Una cosa è certa: il settore odontoiatrico italiano si trova a un potenziale punto di svolta che potrebbe ridefinire profondamente le regole del gioco per tutti gli attori coinvolti.
Per i professionisti lungimiranti, questo è il momento di valutare attentamente le proprie scelte strategiche e prepararsi a un possibile scenario molto diverso da quello attuale.




