Cos'è una STP
La Società tra Professionisti è una forma societaria introdotta in Italia con la Legge 183/2011. Prima di quella data, i professionisti iscritti a un Ordine (medici, avvocati, commercialisti, dentisti) potevano lavorare solo come liberi professionisti individuali o, al massimo, in studi associati. La legge del 2011 ha aperto la possibilità di costituire vere e proprie società per esercitare la professione.
La STP può assumere qualsiasi forma prevista dal codice civile: società semplice, Snc, Sas, Srl o persino Spa. La forma più diffusa in odontoiatria è la Srl STP.
Come funziona
La STP ha alcune caratteristiche precise che la distinguono da una normale società commerciale.
La prima riguarda la composizione: i soci professionisti (cioè gli odontoiatri iscritti all'Albo) devono detenere almeno i due terzi dei diritti di voto. Possono esserci anche soci non professionisti, ma in minoranza. Questo serve a garantire che le decisioni cliniche e organizzative restino in mano a chi ha le competenze professionali.
La seconda riguarda l'oggetto sociale: la STP può svolgere esclusivamente attività professionale. Non può fare altro: non può comprare e rivendere prodotti, non può gestire attività commerciali diverse. È una società, ma il suo scopo resta l'esercizio della professione.
La terza riguarda l'iscrizione all'Albo: la STP deve essere iscritta in una sezione speciale dell'Albo professionale. Questo significa che l'Ordine la vigila, esattamente come vigila sui singoli professionisti. È soggetta alle stesse regole deontologiche.
In cosa si differenzia da una Srl "normale"
Qui sta il punto più discusso. In odontoiatria esistono due strade per esercitare in forma societaria.
La prima è la STP: una società iscritta all'Albo, vigilata dall'Ordine, con maggioranza di soci professionisti.
La seconda è la società commerciale con direttore sanitario. Dal 2017, la Legge 124 (detta "legge concorrenza") consente a qualsiasi società di esercitare attività odontoiatrica, purché abbia un direttore sanitario iscritto all'Albo e le prestazioni siano erogate da professionisti abilitati. Questa seconda opzione non richiede l'iscrizione all'Albo della società, non impone limiti alla composizione societaria e non prevede la vigilanza ordinistica sulla società stessa.
In pratica: una Srl con soci investitori puri (fondi, imprenditori, catene) può legittimamente gestire uno studio dentistico, a patto che ci sia un direttore sanitario odontoiatra. È su questo punto che si concentra il dibattito.
Il dibattito: è un bene o un male?
Le opinioni sono divise e riflettono visioni diverse del rapporto tra professione sanitaria e mercato.
Chi sostiene la STP come unica forma legittima argomenta che la salute non è una merce. Secondo questa visione, quando una società commerciale pura gestisce uno studio dentistico, il rischio è che le logiche di profitto prevalgano sull'interesse del paziente. Il professionista dipendente potrebbe subire pressioni per aumentare i volumi, proporre trattamenti non necessari, ridurre i tempi. La STP, con la maggioranza ai professionisti e la vigilanza dell'Ordine, offrirebbe maggiori garanzie.
Chi difende l'attuale sistema aperto risponde che la qualità delle cure dipende dai professionisti che le erogano, non dalla forma societaria. Il direttore sanitario garantisce il rispetto delle norme, e limitare le forme societarie significherebbe ridurre la concorrenza e l'accesso alle cure per i pazienti.
Una posizione intermedia riconosce che la legge del 2017 avrebbe potuto valorizzare maggiormente la STP, ma punta su una regolamentazione più chiara piuttosto che su divieti.
I vantaggi pratici della STP
Al di là del dibattito di principio, la STP offre alcuni vantaggi concreti.
Sul piano della responsabilità, il titolare del rapporto con il paziente è la società, non il singolo professionista. Questo non elimina la responsabilità professionale individuale, ma la inquadra in modo diverso.
Sul piano fiscale, dal 2024 esiste la neutralità fiscale per le operazioni di trasformazione e conferimento dello studio in STP. In passato, passare da studio individuale a società poteva comportare la tassazione di plusvalenze latenti. Ora non più, almeno per le operazioni che rispettano determinati requisiti.
Sul piano organizzativo, la STP consente di strutturare meglio la governance dello studio, inserire collaboratori come soci, pianificare il passaggio generazionale, accedere a capitali esterni (nei limiti del terzo) per investimenti.
Sul piano previdenziale, i soci odontoiatri continuano a versare i contributi ENPAM "per trasparenza", in proporzione alla loro quota di partecipazione agli utili.
Le novità normative recenti
Negli ultimi due anni ci sono stati alcuni interventi significativi.
La Legge di Bilancio 2025 e i decreti attuativi della riforma fiscale hanno reso strutturale la neutralità fiscale per le aggregazioni professionali, un incentivo importante per chi vuole passare alla STP.
La Legge Concorrenza 2025 ha chiarito (ma anche complicato) le regole sulla composizione societaria. Ora è esplicito che la maggioranza dei due terzi può essere calcolata "per teste" oppure "per quote", non necessariamente entrambe. Questo facilita l'ingresso di soci investitori, pur mantenendo il controllo ai professionisti.
Alcune Regioni, come il Lazio, hanno emanato circolari che chiariscono il quadro normativo per le STP sanitarie, distinguendole più nettamente dalle società commerciali.
Cosa manca ancora
Il nodo principale resta il comma 153 della Legge 124/2017. Finché quella norma consente a qualsiasi società di esercitare l'odontoiatria con il solo requisito del direttore sanitario, la STP rimane una scelta volontaria, non un obbligo. Da più parti si chiede una modifica che riservi l'esercizio dell'odontoiatria alle sole STP (con un periodo transitorio per le società già operative), ma finora il legislatore non è intervenuto.
Servirebbero anche chiarimenti più precisi su alcuni aspetti applicativi: la contribuzione ENPAM per i soci, l'accesso al regime forfettario, gli obblighi antiriciclaggio, le autorizzazioni sanitarie regionali.
Prospettive
La tendenza è chiara: le STP odontoiatriche stanno crescendo in modo significativo. Il combinato di vantaggi fiscali, maggiore chiarezza normativa e una crescente attenzione al tema sta spostando l'ago della bilancia.
Per chi sta valutando se costituire una STP, il momento è favorevole dal punto di vista fiscale e normativo. Resta da capire se nei prossimi anni il legislatore interverrà per rendere la STP l'unica forma consentita, o se l'attuale sistema "aperto" rimarrà in vigore.
Nel frattempo, la scelta dipende dalle esigenze specifiche di ogni studio: dimensioni, progetti di crescita, presenza di collaboratori da coinvolgere come soci, necessità di capitali esterni. Non esiste una risposta valida per tutti, ma è importante conoscere le opzioni disponibili.



