Fiscalità

Agevolazioni fiscali: dal 2026 più porte aperte anche ai liberi professionisti

Agevolazioni fiscali: dal 2026 più porte aperte anche ai liberi professionisti

Un passo avanti nella parità di trattamento

Finora la maggior parte dei finanziamenti pubblici risultava di fatto preclusa ai professionisti, non per mancanza di requisiti tecnici, ma per criteri di accesso strutturati sulle imprese. Parametri come numero minimo di dipendenti, bilanci con determinate soglie o codici ATECO legati al comparto industriale escludevano, ad esempio, un dentista che volesse investire nella modernizzazione dello studio.
Con l’articolo 10 del nuovo Codice, quando un bando risulta compatibile con l’attività professionale, l’accesso dovrà essere consentito alle stesse condizioni delle PMI. Requisiti non pertinenti all’attività autonoma non potranno più rappresentare ostacolo automatico, e i bandi dovranno prevedere disposizioni dedicate per garantire partecipazione effettiva.

Il percorso normativo e il precedente del 2017

La riforma non nasce isolata. La legge 81/2017 aveva già introdotto la parificazione tra professionisti e PMI per l’accesso ai fondi europei. Quella previsione, però, era rimasta circoscritta ai programmi finanziati dall’UE e non era stata estesa all’intero sistema degli incentivi nazionali.
Il nuovo Codice amplia quel principio, portandolo anche sulle misure interne allo Stato. Secondo il Ministero del Lavoro, l’obiettivo è riconoscere ai lavoratori autonomi pari potenzialità di sviluppo e investimento rispetto alle realtà imprenditoriali.

Impatto potenziale sugli odontoiatri e sulle professioni sanitarie

Per chi gestisce uno studio dentistico, l’estensione dei benefici potrebbe tradursi nella possibilità di accedere a contributi per l’ammodernamento tecnologico e l’efficientamento dello studio.
Tra gli strumenti citati nel dibattito politico rientrano il superammortamento e misure come Fondo di Garanzia e Nuova Sabatini, ma l’effettiva accessibilità ai professionisti dipenderà dai singoli decreti attuativi e dal modo in cui verranno redatti i bandi futuri. Non è quindi certo che ogni incentivo finora riservato alle imprese venga automaticamente esteso.

Architettura della riforma: digitalizzazione, semplificazione e trasparenza

Il Codice interviene anche sulla gestione dei procedimenti agevolativi.

  • Digitalizzazione: il portale Incentivi.gov.it diventerà il punto di accesso unico.
  • Semplificazione: verrà introdotto un bando-tipo con criteri standardizzati per valutazione e rendicontazione.
  • Trasparenza: sarà obbligatoria la pubblicazione di dati su risorse, esiti delle istruttorie e assegnazioni.

Applicazione e limiti

Le nuove norme valgono solo per i bandi pubblicati dopo il 1° gennaio 2026. Le procedure già avviate continueranno a seguire le regole precedenti.
È fondamentale sottolineare che l’apertura non sarà totale: l’ammissione dei professionisti è subordinata alla compatibilità della misura con l’attività autonoma. I decreti attuativi definiranno in modo puntuale requisiti, modalità e casi di accesso.

Un cambio culturale nel rapporto Stato-professionisti

Il Codice segna un riconoscimento formale del lavoro autonomo come realtà economica con esigenze di investimento analoghe a quelle di una PMI. Innovazione, digitalizzazione e crescita tecnologica diventano obiettivi agevolabili indipendentemente dalla forma giuridica.
Resta ora da vedere come i futuri bandi concretizzeranno questo principio e in quale misura il nuovo assetto renderà l’accesso realmente paritario.

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